Storia Argentina
GUIDE PAESI E CITTA': ARGENTINA
La storia argentina inizia con la scoperta delle sue coste da parte di Amerigo Vespucci nel 1502. Successivamente nel 1516, Juan Díaz de Solís giunge all'estuario del Río de la Plata. Nei primi anni la presenza europea si limitò ad alcuni forti spagnoli e alla città di Buenos Aires. I territori del Río de la Plata (tra i quali fino al 1617 fu compreso anche l'attuale Paraguay) furono occupati definitivamente dagli spagnoli nel 1536 con il nome di Provincie Unite del Río de la Plata, e furono retti fino al 1591 con il sistema dell'adelantados, poi con quello del governatorato.
Nel 1776 la colonia divenne vicereame del Río de la Plata e fu suddivisa in otto intendenze, comprendenti anche gli attuali stati di Bolivia, Uruguay e Paraguay). Con lo sviluppo della colonia nacquero le prime aspirazioni all'indipendenza che maturarono in età napoleonica: nel 1806-1807 la vittoriosa difesa contro gli Inglesi ad opera di forze locali fece sì che nel maggio 1810, i patrioti sostituissero al viceré B. Cisneros una giunta governativa provvisoria. La vita interna del paese fu agitatissima a causa del contrasto tra il governatore C. Saavedra e il democratico Moreno.
L'indipendenza fu proclamata ufficialmente al congresso di Tucumàn (9 luglio 1816) e al nuovo stato venne dato il nome di Argentina. L'11 maggio 1819 fu promulgata la costituzione, repubblicana e moderatamente liberale. L'Argentina attraversò quindi un periodo di grave anarchia (1819-1821), dalla quale uscì grazie a B. Rivadavia. La lotta tra federalisti e unitari continuò tuttavia anche dopo la dittatura di J. M. de Rosas (1835-1852) e sfociò nel distacco (1853-1859) in uno stato indipendente di Buenos Aires. Con l'avvento del presidente B. Mitre (1862) si chiuse questo periodo di disordini.
Negli stessi anni l'Argentina entrò a più riprese in conflitto con gli stati vicini: nel 1827 con il Brasile, durante la dittatura di Rosas contro la Bolivia, nel 1838 e nel 1845 contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e laFrancia. Negli anni dal 1865 al 1870 fu ancora in guerra col Paraguay, mentre il contenzioso sui confini con il Cile venne risolto pacificamente con gli accordi del 1881 e del 1896.
Nei primi decenni del XX secolo prevalse il partito radicale con H. Irigoyen (eletto nel 1916), ma la crisi economica del 1929 portò nel 1930ad un colpo di stato che portò al potere il generale Uriburu. A questo seguirono i presidenti A. Justo (1932-1938), R. Ortiz (1938-1942) e R. Castillo (1942-1943) di tendenza conservatrice.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale l'Argentina si dichiarò neutrale, ma il colpo di stato militare del 4-7 giugno 1943 diede il potere al Grupo de Oficiales Unidos capeggiato prima dal generale P. Ramirez, quindi dal generale E. Farrel (dal marzo 1944), portò all'alleanza con le potenze dell'Asse. L'alleanza fu rotta con la dichiarazione di guerra alla Germania e al Giappone il 27 marzo 1945 e con l'adesione all'Atto di Chapultepec il 4 aprile 1945.
Nel dopoguerra cominciò l'ascesa politica di Juan Domingo Perón che, nelle elezioni presidenziali del febbraio 1946 ottenne la vittoria, anche grazie all'attività della moglie Eva Duarte Perón ("Evita") e dei suoi descamisados. Perón restò al potere sino al 1955, quando un colpo di stato organizzato dalla Marina diede il potere ai generali Lonardi e Aranburù.
Nel 1958 venne eletto presidente A. Frondizi che, dopo aver dovuto fronteggiare ripetuti attacchi peronisti e una grave crisi economica, fu sostituito (1962) dal presidente del Senato J. M. Guido. Nel 1963 venne eletto a presidente il radicale H. Illia. Con il colpo di stato militare del giugno 1966 il potere fu assunto dal generale J. C. Ongania. Perón tornò brevemente al potere, dal 1973 fino alla sua morte (1974), dopodiché divenne presidente la sua terza moglie, Isabel Peron (Maria Estela Martínez). Dal 1976 al 1982 vi fu ancora una dittatura militare, che ebbe fine con il fallito tentativo di invasione delle isole Falkland/Malvinas. Dopo la fine della giunta militare fu eletto presidente Raul Alfonsin (1983), a cui successe nel 1989 il giustizialista Carlos Menem.
Juan Domingo Perón Sosa (8 ottobre 1895 - 1 luglio 1974) fu un ufficiale dell'esercito argentino e Presidente dell'Argentina dal 1946 al 1955 e dal 1973 al 1974.
Nato in un villaggio nelle vicinanze di Lobos, in provincia di Buenos Aires, entrò nella scuola militare all'età di 16 anni e dopo il diploma fece rapidamente carriera nei vari gradi. Prestò servizio in Italia alla fine degli anni 1930 nel ruolo di osservatore militare.Nel giugno 1943 con il grado di colonnello, svolse un ruolo di primo piano nel golpe militare del GOU (United Officers' Group) contro il governo civile di Ramón Castillo. Inizialmente sottosegretario alla guerra sotto il generale Pedro Ramírez, divenne Ministro del lavoro e dello stato sociale nel (novembre 1943) e in seguito Vice Presidente e segretario alla guerra sotto il Generale Edelmiro Farrell (Febbraio 1944).
Costretto alle dimissioni dagli oppositori all'interno delle stesse forze armate il 9 ottobre 1945, Perón fu arrestato dopo poco, tuttavia manifestazioni di massa organizzate dal sindacato CGT portarono al suo rilascio il (17 ottobre), inoltre il supporto popolare gli aprì la strada alla presidenza con il 56% dei voti nelle elezioni del 24 febbraio 1946.
Nonostante le sue supposte tendenze fasciste, Perón perseguì una politica sociale che mirava all'aumento dei poteri della classe operaia. Espanse enormemente il numero di lavoratori iscritti al sindacato e aiutò a fondare la potente Confederazione Generale del Lavoro (CGT). Definì questa come la "terza posizione", tra il capitalismo e il comunismo, sebbene egli fosse dichiaratamente anti-americano ed anti-britannico. Perón spinse molto anche verso l'industrializzazione del paese; nel 1947 annunciò il primo piano quinquennale per dare un aiuto alle industrie appena nazionalizzate. La sua ideologia è stata soprannominata peronismo e divenne di grande influenza per i partiti politici argentini.
La seconda moglie di Perón, Eva Duarte de Perón (26 luglio 1919 - 1952) che aveva sposato Perón il 2 ottobre 1945), fu molto popolare. Conosciuta con l'affettuoso diminutivo di Evita, aiutò il marito con il sostegno del sindacato e dei gruppi femminili. Perón rivinse le elezioni nel 1951, tuttavia i problemi economici, l'alto livello della corruzione e i conflitti con la Chiesa Cattolica contribuirono alla sua destituzione con un colpo di stato militare nel settembre 1955. Si recò in esilio in Paraguay, da dove infine riparò a Madrid. Sposò la cantante di un night club, Isabel Martínez de Perón nel 1961.
In Argentina, gli anni 1950 e 1960 furono segnati da frequenti cambi di governo e da un'insufficiente crescita economica, con continue rivendicazioni sociali e sindacali. Non essendo riuscito il governo a rivitalizzare l'economia e a sopprime l'escalation terroristica dei gruppi peronisti come i Montoneros alla fine degli anni '60 e nei primi anni 1970, si aprì la strada al ritorno di Perón. Il generale Alejandro Lanusse aveva assunto il potere nel marzo 1971 e aveva dichiarato l'intenzione di ripristinare la democrazia costituzionale a partire dal 1973. Dall'esilio, Perón sostenne i peronisti di sinistra e le organizzazioni sindacali più attive.
Il 1 marzo 1973 si tennero in Argentina le elezioni generali. Anche se a Perón fu impedito di concorrere, gli elettori votarono come Presidente una sua controfigura, Héctor Cámpora. Campora si dimise nel luglio 1973, spianando la strada a nuove elezioni. A quel punto la confusione era tale che da più parti di invocava il ritorno di Perón. Perón tornò al suo paese natale e vinse la tornata elettorale, divenendo Presidente per la terza volta nell'ottobre 1973 con sua moglie Isabel nel ruolo di Vice Presidente.
Il nuovo regime peronista si disfece per via dei conflitti tra i sostenitori di sinistra e quelli di destra. Nel tentativo di ristabilire l'ordine pubblico, il governo deliberò alcuni provvedimenti di emergenza. Perón morì il 1 luglio 1974, con tali problemi ancora non risolti e fu succeduto da Isabel. Quest'ultima fu rovesciata da un golpe il 24 marzo 1976, sostituita da una giunta militare.
Perón è sepolto nel Cementerio de la Chacarita a Buenos Aires, Argentina.
Juan Manuel José Domingo Ortiz de Rosas y López de Osornio (Buenos Aires 30 marzo 1793 - Southampton 14 marzo 1877) dittatore argentino dal 1829 al 1832 e poi dal 1835 al 1852.
Nato nel 1793 da una famiglia di grandi proprietari terrieri trascorre i primi anni di vita nella pampa condividendo la vita dei gauchos. Nel 1807, a soli 14 anni, combattè contro l'Inghilterra sotto il comando di Jacques de Liniers, in seguito però non partecipò alla guerra per l'indipendenza. Dedicò gran parte della gioventù a costruirsi una fortuna diventanto un grande proprietario di bestiame nella Pampa, organizzando sulle sue proprietà un esercito personale per combattere gli indios.
La sua carriera politica inizia nel 1820. Quando nel 1826 scoppia la guerra tra federalisti, fautori dell'autonomia dei caudillos provinciali, e unionisti, Rosas si schiera i federalisti, portando il contributo del suo piccolo esercito personale. Nel 1828 con la deposizione e l'esecuzione da parte degli unionisti del governatore di Buenos Aires, Manuel Dorrego, Rosas diventa il capo dei federalisti, ponendosi alla testa di una sollevazione popolare che trionfò a Buenos Aires e nel resto del litorale, mentre le province dell'interno rimasero nel campo unionista. Nel 1829 ottiene la nomina a Governatore di Buenos Aires alleandosi con altri capi federalisti. Dopo la cattura del generale unionista Paz, l'interno venne riconquistato e l'Argentina tornò all'unità sotto l'egida di Rosas, Estanislao Lopez e Juan Facundo Quiroga.
La sua richiesta di pieni poteri insospettisce però l'Assemblea provinciale che nel 1832 gli vota contro. Rosas, allora, sistema al suo posto Juan Ramón Balcarce, un suo uomo, pur continuando a controllare la situazione in qualità di capo dell'esercito, ruolo nel quale conduce una dura e spietata campagna contro gli indios (1833).
Nel 1835, forte della popolarità conquistata e grazie alla scomparsa di molti suoi avversari ottiene nuovamente la carica di governatore, questa volta con pieni poteri. Deve però fronteggiare il malcontento provocato dal blocco navale della marina francese, e dal confronto con la Confederazione Peruviano-Boliviana. Nel 1837 Lavalle, uno dei vecchi capi dei federalisti, con l'appoggio francese riunisce un esercito che marcia su Buenos Aires. Rosas riesce però a trovare un accordo con i francesi ed a respingere i rivoltosi. In questo modo, nel 1842 ottiene un potere assoluto sul territorio nazionale, si autoproclama "tiranno unto dal Signore per la salvezza della patria" e dissolve la Camera dei Rappresentanti. Appoggiandosi alle masse federaliste (campesinos, gauchos, neri), organizza il Partito Conservatore Apostolico e mantiene il paese in uno stato di perenne crociata conro gli unionisti, sterminando senza pietà i suoi avversari. Il suo governo dittatoriale ottenne però la stabilità della politica interna, mantenne l'integrità nazionale e favorì la crescita economica.
Rosas interviene nel conflitto interno uruguaiano, appoggiando Manuel Oribe contro Rivera, arrivando nel 1846 ad assediare Montevideo, alla cui difesa partecipa, per breve tempo, anche Garibaldi.
Il sospetto che volesse trasformare Uruguay e Paraguay in due stati dipendenti dall'Argentina porta all'intervento di francesi e britannici, che bloccano Buenos Aires (1845) e organizzano una spedizione per penetrare nel Paraná. Anche se questi interventi non furono in grado di rovesciare Rosas, il suo governo dittatoriale e i tentativi di difendere l'economia argentina imponendo dazi elevati sulle importazioni, portano ad un sempre maggior degrado della situazione interna. Nel 1850, Justo José de Urquiza, governatore di Entre Ríos, si ribella e con l'appoggio degli unionisti e dei governi di Brasile e Uruguay, invade Santa Fe, marciando su Buenos Aires e sconfiggendo le truppe di Rosas nella battaglia di Caseros (1852).
In seguito alla sconfitta fugge esule in Inghilterra dove rimane fino alla morte. Nel 1857 il Senato e la Camera dei Rappresentanti argentini lo condannano a morte, in contumacia.

