Lago Ginevra
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Lago di Ginevra
Il Lago di Ginevra è il più esteso dei laghi alpini, situato a 372 m s.m. tra il Giura e il Chiablese, politicamente diviso fra Svizzera e Francia e formato dal fiume Rodano, che ne è il principale immissario (quelli minori sono i fiumi Venoge, Dranse, Morge, Versoix, ecc.) e l'emissario.
Il bacino, escavato dal ghiacciaio del Rodano, ha una caratteristica forma ad arco, con la concavità rivolta verso S: detto anche Lemano (dal latino Lacus Lemannus), ha una superficie di 581 km2 (di cui 234 km2 in Francia), un perimetro di 167 km, una lunghezza massima di 72 km e una larghezza massima di 14 km (tra Rolle e Thonon-les-Bains).
Un rilievo subacqueo in corrispondenza della punta d'Yvoire, di fronte a Nyon, lo divide in due bacini: il Piccolo Lago a W e il Grande Lago a E, dove è stata misurata la profondità massima di 310 m.
Alle rive del lago si affacciano numerose stazioni di soggiorno estivo e invernale tra cui Ginevra, Nyon, Rolle, Morges, Losanna, Vevey e Montreux in territorio svizzero; Évian-les-Bains e Thonon-les-Bains in territorio francese.
Solcano abitualmente il Lago di Ginevra circa 20.000 imbarcazioni, per spostamenti, pesca o divertimento.
Un servizio di barche a ruote (il cui insieme è chiamato flotte belle époque (flotta bella epoca)), collega dal XIX secolo le principali località intorno al lago. La sua gestione è affidata alla Compagnia generale di navigazione. La prima di queste navi fu messa in servizio nel 1823 col nome Guglielmo Tell.
La Commissione internazionale per la protezione delle acque del Lemano (CIPEL) è una commissione transfrontaliera franco-svizzera che lavora dal 1962 per il miglioramento della qualità delle acque del Lemano. Nel 2001 ha iniziato il nuovo piano decennale che ha come obbiettivo principale il miglioramento dell'alimentazione in acqua potabile del bacino.
Gli studi in paleo-ambiente, fatti a partire dai resti di vegetali, dalla stazione di idrologia lacustre dell'INRA, con sede a Thonon-les-Bains, avevano rivelato che il bacino lemanico ha conosciuto delle forti variazioni climatiche e biologiche nell'ultimo mezzo secolo. Numerose specie vegetali sono scomparse, poiché le eccessive concentrazioni di fosforo, di erbicidi, di pesticidi e di metalli pesanti — si trovano ancora, in fondo ai laghi alpini, le tracce della metallurgia al piombo dell'epoca romana —, derivate delle attività urbane e agricole — un m² di argine inquinato inquina lui stesso 12 m³ di acqua —, hanno portato alla produzione di alghe che hanno sopraconsumato l'ossigeno contenuto nell'acqua: è l'eutrofizzazione.
Questa densificazione della materia solida in sospensione, fragilizza il fitoplancton, poiché non riceve più abbastanza luce — la diminuzione della massa del fitoplancton ha indotto, a sua volta, la scomparsa di specie di pesci come lo spinarello sparito nel 1922 e la medusa d'acqua dolce scomparsa nel 1962. Per di più, la scomparsa del fitoplancton fornisce terreno propizio alle Cianoficee o micro-alghe (Planktothrix rubescens), che rendono l'acqua, attraverso la creazione di tossine epatiche, nociva al consumo dei pesci, ed anche al bagno.
L'osservazione, il seguito dei cicli stagionali ed annuali degli ecosistemi limnici, lo studio dell'incidenza del clima e dell'inquinamento (erbicidi, pesticidi, metalli pesanti), il seguito della concentrazione di Protozoi ciliati, dei Rotiferi e altre specie dello zooplancton erbivore che filtrano l'acqua, la conoscenza delle nuove specie apparse, ha permesso col passar degli anni di stabilire dei piani di salvaguardia e di prevenzione, che passano prima attraverso il miglioramento dell'alimentazione in acqua potabile del bacino e quindi del lago Lemano.
La rarefazione dei rimescolamenti completi del lago, che necessitano di inverni molto freddi durante i quali l'acqua di superficie porta il suo ossigeno in profondità, il riscaldamento climatico, che modifica le date dei periodi della frega dei pesci, sono all'origine dei nuovi adattamenti dell'ecosistema del lago.

