Ginevra, guida turistica Ginevra, informazioni turistiche, storiche e geografiche sulla Ginevra.

Ginevra

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Scheda e Informazioni su GINEVRA

Ginevra, guida turistica Ginevra, informazioni turistiche, storiche e geografiche sulla Ginevra

Città (172.809 ab. nel 1999; 446.217 ab. l'agglomerato urbano nel 1996) della Svizzera, capitale del cantone omonimo, situata a 375 m all'estremità sudoccidentale del lago di Ginevra (o Lemano), là dove il fiume Rodano esce dal lago, presso il confine con la Francia.

La città vecchia è divisa dal  Rodano (che qui riceve da sinistra il fiume Arve) in due settori, mentre la città moderna, con ampi viali e parchi, si estende lungo le rive del lago. Città ricca e cosmopolita, soggiorno preferito da personaggi illustri, qui attirati dalla bellezza del paesaggio e dalla dolcezza del clima, Ginevra fu scelta con sempre maggior frequenza come sede di conferenze e di organizzazioni internazionali (tra queste ultime: la sezione europea dell'O.N.U. , l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, la Croce Rossa Internazionale).

Vivace centro di cultura (vanta numerosi istituti superiori, una delle più famose e frequentate università svizzere e importanti musei), Ginevra ha un ruolo commerciale, finanziario e bancario di primo piano ed è inoltre sede di industrie meccaniche (locomotive, macchine per cucire, turbine), meccaniche di precisione (orologi), alimentari, chimiche, farmaceutiche, dell'abbigliamento, grafiche. Frequentata meta turistica, con un'ottima attrezzatura alberghiera, la città è servita dall'aeroporto internazionale di Cointrin. In francese, Genève; in tedesco, Genf.

Il sito, che ha restituito reperti risalenti all'età della Pietra, fu abitato dai Galli Allobrogi e occupato dai Romani di Giulio Cesare (58 a. C.), dai quali fu eretto in oppidum con funzioni anche di centro del traffico fluviale e lacustre. L'espansione del villaggio fu bloccata dalle invasioni alemanniche, così che Ginevra alla fine del sec. III era ancora una testa di ponte fortificata.

Nel sec. V Ginevra diventò la capitale del regno burgundo e sede vescovile. In età feudale il governo della città fu lungamente conteso tra il vescovo e i conti del Genevois: con l'accordo del 1124 si riconobbe al vescovo il titolo di principe sovrano di Ginevra, confermatogli dall'imperatore. Nel basso Medioevo la città si trovò circondata dai domini dei conti di Savoia. Nelle guerre di Borgogna si alleò dapprima con Carlo il Temerario e fu perciò saccheggiata dagli Svizzeri nel 1475; successivamente si orientò verso alleanze con Friburgo e Berna. La popolazione era divisa in due partiti: uno favorevole ai Savoia, detto dei Mammelucs, l'altro autonomista e incline ad appoggiarsi agli Svizzeri, detto degli Eidguenots. Nel 1530 il duca di Savoia ne riconosceva i diritti, ma solo la vittoria della riforma religiosa ebbe conseguenze politiche notevoli per la città. Dal 1536 Ginevra, che era stata prima un principato vescovile, divenne repubblica indipendente fino al 1798.

Ma l'affermazione della riforma non fu pacifica, poiché il vescovo di Ginevra fece appello ai duchi di Savoia: l'adozione degli editti di riforma del 1536 e la successiva opera di organizzazione ecclesiastica e costituzionale di Calvino (le “Ordinanze ecclesiastiche” del 1541) furono rese possibili anche dall'appoggio di Berna, che si concretò nelle alleanze del 1570 (con la Francia e le città di Berna e Soletta) e del 1584 (con Berna e Zurigo).

Queste alleanze permisero alla città di sventare l'ultimo pericoloso tentativo savoiardo di conquistare Ginevra (l'Escalade del 1602) e di chiudere, con il Trattato di Saint-Julien (1603), il periodo delle lotte con i vicini. Grazie alla riforma calvinista, Ginevra divenne il centro culturale del protestantesimo; nel sec. XVII si affermò il regime aristocratico, che dovette affrontare numerose sollevazioni popolari, domate con aiuti militari esterni (nel 1707 di Berna e Zurigo, nel 1782 di Berna, della Francia e della Sardegna). Nel 1792 il sistema aristocratico fu rovesciato dagli égalisateurs, che ottennero l'uguaglianza politica tra cittadini e borghesi, l'annullamento di tutte le condanne politiche e la convocazione di un'assemblea costituente. Dal 1798 al 1813 la città fu annessa alla Francia, diventando capoluogo del dipartimento del Lemano. Il periodo napoleonico comportò per Ginevra una grave crisi economica.

Nel 1815 la città con il suo territorio (definito dal Trattato di Torino del 1816) fu unita alla Confederazione Svizzera come 22º cantone ed ebbe una costituzione fortemente censitaria. Il suffragio universale fu introdotto nel 1841. Le lotte politiche tra conservatori e radicali sfociarono nel 1870 in conflitti confessionali e si placarono nel 1892 con l'introduzione della proporzionalità nel Parlamento cantonale. Dal 1920 al 1940 fu sede della Società delle Nazioni.


Ginevra è la sede di molte organizzazioni internazionali, tra cui l'Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO), il CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire), l'Organizzazione Internazionale per le Standardizzazioni (ISO), il Concilio Mondiale delle Chiese e diverse Organizzazioni delle Nazioni Unite, come l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), l'Organizzazione Internazionale per il Lavoro, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCHR), Il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF), l'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO) e altre. Ginevra ospita anche il Comitato Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa Internazionale e Amnesty International. Fu anche la sede della Società delle Nazioni fino alla sua chiusura.

La città comprende una parte nuova, lungo le rive del Rodano e del lago, e una parte antica, sulla collina, dove sorge la cattedrale di S. Pietro, edificio romanico-gotico eretto su una precedente basilica ottoniana, a sua volta preceduta da un edificio paleocristiano; nel 1406 venne iniziata la cappella dei Maccabei e nel 1752-56 B. Alfieri aggiunse la facciata neoclassica. La città conserva alcune chiese gotiche dei sec. XIV-XV, tutte erette sul luogo di più antichi edifici romani, paleocristiani e altomedievali. Si ricordano le chiese di S. Maria Maddalena, di S. Germano (dal 1334), di S. Gervasio (sec. XV), la cui cripta ad ambulacro dei sec. VIII-IX è quanto resta di una cappella palatina carolingia. Resti del palazzo reale dei Burgundi sono stati messi in luce dagli scavi. Nella parte alta della città si trovano numerose case tardogotiche (sec. XV-XVI) e rinascimentali (sec. XVI-XVII), mentre in quella bassa prevalgono gli edifici del Settecento di tipo francese, con bei portali rococò e corti d'onore (palazzo Mallet, di J.-F. Blondel). Numerose le chiese neogotiche del sec. XIX. Tra gli edifici moderni si ricordano il complesso di edifici della Società delle Nazioni (1930) e la vicina “Casa di vetro” di Le Corbusier, importante esempio di architettura funzionale (1931-32). Il Musée d'Art et d'Histoire conserva varie opere di K. Witz (tra cui la preziosa pala d'altare di S. Pietro), J.-É. Liotard, É. Vigée-Lebrun, una ricca sezione moderna (Hodler, Vallotton, Gauguin, Van Gogh, Dufy, Chagall, Rouault, ecc.), una sezione di arte decorativa e una sezione archeologica.


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