Zurigo, guida turistica Zurigo, informazioni turistiche, storiche e geografiche sulla Zurigo.

Zurigo

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Scheda e Informazioni su ZURIGO

Zurigo, guida turistica Zurigo, informazioni turistiche, storiche e geografiche sulla Zurigo

Città (336.821 ab. stima 2000; 943.400 ab. l'agglomerato urbano nel 2000) della Svizzera settentrionale, capitale del cantone omonimo; è situata a 408 m sulla sponda nordoccidentale del lago di Zurigo, all'uscita da esso del fiume Limmat, che nel centro cittadino riceve da sinistra il Sihl. 

È la città più popolosa ed economicamente più importante del Paese, grande centro commerciale, finanziario , assicurativo e uno dei maggiori centri culturali d'Europa.

Vi hanno sede numerosi istituti bancari, tra cui la Banca nazionale svizzera, varie compagnie di assicurazioni di risonanza internazionale, un'Università (1833), un Politecnico, un'Accademia musicale e numerosi musei (Museo Nazionale Svizzero, Museo delle Belle Arti, Museo Rietberg). Favorita da un'ottima rete di comunicazioni stradali e, poi, ferroviarie , Zurigo ha sviluppato dapprima l'industria tessile, che alla fine del sec. XVIII occupava ben un quarto dell'intera popolazione.

Successive integrazioni territoriali (1893 e 1934) portavano la città ad accogliere 335.000 ab. già nel 1940; in seguito, la crescita demografica riguardava soprattutto l'ampia conurbazione e l'intero Cantone. In epoca recente, il settore manifatturiero trainante è divenuto quello meccanico, affiancato da una vasta gamma di altre produzioni (chimiche, cementiere, cartarie, grafico-editoriali, alimentari, dell'abbigliamento) . La distribuzione territoriale dell'industria è stata pianificata razionalmente, in modo da non interferire con le funzioni residenziali e terziarie (fra cui vanno ricordate le ottime strutture ricettive per il turismo, sia di affari che culturale). Aeroporto internazionale a Kloten. In tedesco, Zürich.

Nella regione settentrionale del lago di Zurigo, dove sono documentate popolazioni del Neolitico, abitata dagli Elvezi (sec. V a. C.), occupata dai Romani nel sec. I a. C. e nel sec. III dagli Alemanni, il ruolo cittadino di Zurigo emerse in epoca carolingia. Nel sec. IX vi furono fondati due conventi, il Grossmünster e l'abbazia del Fraumünster. Dal sec. X sono presenti a Zurigo mercanti e artigiani. Ottone di Frisinga (sec. XI) designa Zurigo tra le principali città della Germania meridionale. La città, affidata ai conti di Lenzburg (sec. X-XI) e poi ai duchi di Zähringen, fu da Federico II di Svevia posta alle dirette dipendenze imperiali.

La signoria sulla città appartenne nel sec. XIII alla badessa di Fraumünster, che già dovette tener conto della borghesia mercantile organizzata in Consiglio, che alla fine del secolo aveva già assunto il controllo della città. Nel sec. XIV un'insurrezione delle corporazioni artigiane portò a una ristrutturazione del governo cittadino che comprese a fianco dell'oligarchia mercantile la nobiltà e le corporazioni.

In politica estera la città oscillò fra un atteggiamento filoasburgico (il mercato austriaco assorbiva i prodotti dell'industria tessile cittadina) e la collaborazione con i cantoni svizzeri: del 1351 è l'alleanza perpetua tra Zurigo e i quattro Waldstätte. La prevalenza politica degli artigiani minori determinò un più netto orientamento svizzero della città, che intanto (sec. XIV e XV) si costruì intorno un vasto dominio territoriale. Alla metà del sec. XV l'espansionismo di Zurigo si scontrò con quello di Schwyz circa l'eredità dei conti di Toggenburg: ne derivò una guerra che logorò la città. Essa si riprese nella seconda metà del Quattrocento con la partecipazione alle guerre di Borgogna e alla politica gottardista, sotto il governo del borgomastro Waldmann: Zurigo divenne il centro politico e diplomatico della Confederazione.

La riforma diretta da H. Zwingli fece di Zurigo il primo cantone riformato della Svizzera: la compenetrazione di Stato e Chiesa rafforzò il dominio cittadino sul contado, che nei sec. XV e XVIII divenne sempre più soffocante, impedendo lo sviluppo economico (industriale) nelle campagne. Così alla fine del sec. XVIII i contadini rivendicarono l'equiparazione economica e politica con gli abitanti della città: la spaccatura impedì a Zurigo di lottare contro l'invasione francese del 1798.

La lotta delle campagne zurighesi continuò anche nell'Ottocento e soltanto nel 1831 – dopo che si fu affermata l'industria tessile meccanizzata nelle campagne – una riforma costituzionale abolì i privilegi della città nel Cantone. Nel 1859 venne promulgata la prima legge sulle fabbriche: lo sviluppo della rete ferroviaria fece di Zurigo fin dalla metà del sec. XIX il centro commerciale e industriale della Svizzera orientale. Questo sviluppo si tradusse in un rapidissimo incremento demografico, specie della città.

Nel 1624 un rigido divieto di J. J. Breitiger, capo della Chiesa locale, troncò bruscamente una lunga tradizione di rappresentazioni sacre e profane a carattere popolare. L'attività teatrale riprese solo nel 1730, ma sino alla fine del secolo rimase un fatto occasionale.

Fu solo nel 1801, con l'arrivo delle truppe napoleoniche, che la situazione cominciò a cambiare: si costruirono teatri e presero a svolgersi regolari stagioni di prosa e di lirica, generalmente al livello di onesti teatri provinciali tedeschi. Fu l'avvento del nazismo, e la conseguente emigrazione in Svizzera di molti teatranti di primo piano, che fece di Zurigo una delle capitali della scena europea.

Lo Stadtheater, inaugurato nel 1891, ebbe così la ventura di varare in prima assoluta opere fondamentali come Lulu di A. Berg e Mathis der Mahler di P. Hindemith. E lo Schauspielhaus, sorto nel 1926, divenne dal 1938, sotto la direzione di O. Wälterlin, l'unico teatro europeo che ancora allestisse i testi dei maggiori autori tedeschi costretti all'esilio (B. Brecht soprattutto, ma anche G. Kaiser, C. Zuckmayer e altri).

Contemporaneamente impose i due maggiori autori svizzeri del secolo, M. Frisch e F. Dürrenmatt, mantenendo la sua posizione di prestigio anche dopo la fine del nazismo, grazie a un'intelligente politica di repertorio, aperta alle più nuove tendenze della drammaturgia e dello spettacolo. Dal 1951 esiste anche un importante Theater am Neumarkt, specializzato in spettacoli d'avanguardia. E dal 1936 si svolge regolarmente ogni anno a giugno un festival internazionale della prosa e della lirica.


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